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GIN JULEP

GIN JULEP

I Julep sono una delle famiglie di drink più antiche di tutta la storia della miscelazione. La loro origine ha radici arcaiche: la stessa parola julep deriverebbe dall’arabo julab, che vuol dire “acqua di rose”, la quale nell’antichità designava una particolare categoria di bevande analcoliche preparate con petali di rose (o violette), zucchero e acqua. Considerate alla stregua di medicine per molto tempo, possiamo ritrovare le prime testimonianze nel libro di Rhazes Kitab al-Mansuri fi al-Tibb (“Libro di medicina dedicato ad al-Mansur”, uno dei classici della medicina araba composto nel 903) e nelle successive traduzioni europee in latino a partire dal XV secolo. Due sono le teorie riguardanti la nascita del Mint Julep: la prima, espressa da Rein Mitenbuler sul suo libro Bourbon Empire, vuole che i petali di fiori siano stati sostituiti dalla menta (una pianta medicinale nota fin dall’antichità per le sue proprietà digestive, stimolanti delle funzioni gastriche, antisettiche e tonificanti) una volta che la bevanda raggiunse il Mediterraneo, ma fu solo una volta toccato il suolo americano che la versione contenente alcol prese piede; la seconda, perorata da David Wondrich su Imbibe, vedrebbe i Julep già preparati con alcol e erbe medicinali varie a partire dal 1600 in Europa ma spetterebbe comunque agli statunitensi “the minting of the Sling” (l’aromatizzazione dello Sling con la menta) e quindi la paternità del Mint Julep, “the first true American drink” sempre secondo Wondrich.

 

Sia Mitenbuler che Wondrich concordano però su alcuni dati: è in Virginia, attorno al 1810, che il Mint Julep vedrà la propria popolarità crescere in maniere continuativa fino alla Guerra Civile (1860-1865); la prima versione del Mint Julep prevedeva l’utilizzo del Cognac francese, da solo o miscelato con altri vini e liquori, come il peach brandy, il rye whiskey, il Madeira o lo Sherry (come per la storia di altri drink, sarà a causa della fillossera e del suo impatto sulla vite europea che alcune ricette vedranno la modifica di alcuni loro ingredienti, specialmente la sostituzione del brandy con il whiskey, per venire incontro alla penuria di distillati di vino); la popolarità del Mint Julep è indissolubilmente legata a quella di un altro elemento che proprio in quegli anni vedeva crescere il proprio commercio: il ghiaccio.

 

E’ proprio negli anni fra il 1806 e il 1810 che Frederic Tudor, uomo di affari di Boston, avvia e perfeziona il commercio del ghiaccio. Ancora considerato come un bene di lusso agli inizi dell’Ottocento, Tudor migliorò, dopo molti fallimenti, il trasporto di ghiaccio sulle lunghe distanze con sistemi isolanti di sua invenzione, riuscendo nel 1833 a trasportare acqua dei laghi ghiacciati americani fino a Calcutta, e riuscì, sua vittoria più grande, ad aumentare la richiesta del proprio prodotto con un grande senso per gli affari: i suoi primi clienti compravano ghiaccio per conservare cibo e medecine, ma ben presto allargò il proprio giro di affari vendendolo anche ai caffé e alle famiglie benestanti in modo che potessero tenere in fresco le proprie bevande. E ci riuscì escogitando questo metodo: durante le trattative, gli acquirenti venivano rinfrescati da cocktail simili a granite, omaggio della ditta, per dare loro sollievo dal caldo sole americano. Dopo aver provato la sensazione rinfrescante di una bevanda ghiacciata chiedevano il bis, e Tudor presentava loro il conto, consapevole del fatto che la gente non sopportava di vedersele servire nuovamente tiepide.

 

Ricetta, Suggerimenti, Twist on Classic

  • 1 cucchiaino da te (tsp) di zucchero
  • Acqua per sciogliere lo zucchero
  • 50 ml Jenever
  • Menta

Tecnica di miscelazione: sciolgo lo zucchero nell’acqua, aggiungo la menta e mezza dose di Jenever. Lavoro la menta con acqua, zucchero e Jenever, pestandola leggermente con lo spoon e girando, utilizzando così il distillato come estrattore di aromi. Il procedimento deve essere ripetuto fino a quando le note aromatiche della menta non sono state incorporate nella miscela. Vi aggiungo circa metà bicchiere di ghiaccio tritato, miscelo e diluisco a sufficenza. Incorporo la seconda mezza dose di Jenever e aggiungo altro ghiaccio tritato per giungere alla diluizione desiderata. Finisco il drink creandovi sopra una piccola montagnola di ghiaccio tritato e decoro con un Julep Strainer, un ciuffo di menta e una spolverata di zucchero a velo.

 

La ricetta fornita è, per dovere di correttezza, ascrivibile alla categoria Smash piuttosto che a quella dei Julep. Gli Smash sono Julep “in minore”, meno pomposi nelle decorazioni e con minore quantità di alcol. Se voleste riprodurre un Julep non dovreste fare altro che raddoppiare le dosi della ricetta indicata sopra. Se il drink dovesse sembrarvi sbilanciato verso il gusto dolce a causa dell’utilizzo del Jenever, consiglio qualche goccia di Bitter da versare sopra il drink finito; così facendo aggiungereste anche un tocco di colore al ghiaccio che sovrasta il bicchiere.

La versione con il distillato olandese era meno usuale al tempo della nostra trattazione storica, ma non sconosciuta ne tanto meno disprezzata.

 

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Credit : Andrea Dolcini

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