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RICETTE PER CUORI IN FERMENTO: Come Germogliare I Legumi Secchi

RICETTE PER CUORI IN FERMENTO: Come germogliare i legumi secchi

a cura di LOVEBIRDSBROKENHEART : Ricette per cuori in fermento

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei ceci delle loro proprietà.

Dopo un risciacquo dei legumi, io ho usato i ceci, lasciarli in ammollo in acqua salata dalle 12 alle 24 ore.

Se si vuole evitare l’inizio della fermentazione degli stessi, che produce un odore ad alcuni sgradevole, cambiare ogni 6 ore circa l’acqua di ammollo. Ovviamente io ho preferito cambiarla meno spesso, perché questo aroma “sgradevole”, aggiungesse una nota in più alle mie preparazioni.

Finita la fase di ammollo, dovrete sciacquare i ceci in uno scolapasta, lasciando defluire completamente l’acqua, per riporli poi in un contenitore, coperti e al riparo dalla luce. I ceci andranno bagnati spesso, risciacquandoli con acqua corrente nello scolapasta 2/3 volte al giorno, e dovranno restare al buio fino ad un nuovo risciacquo.

Nel giro di 2/3 giorni, i ceci avranno buttato fuori il germoglio e saranno pronti per essere consumati. Se volete germogli più lunghi, proseguite con lo stesso iter per un paio di giorni ancora.

ceci bianchi germogliati

Così lavorati, i legumi germogliati possono essere conservati in frigorifero per anche una settimana, o congelati in comode porzioni in freezer, basta farli riprendere con una brevissima sbollentatura appena prima del consumo.

In alcune filosofie di alimentazione, quali veganesimo o crudismo, si preferisce consumare i legumi germogliati crudi, o appena sbollentati, ma per molti pare rimangano comunque indigesti, soprattutto a chi non abituato ad alimentarsi in un certo modo, o educato ad alcuni specifici sapori.

Si suggerisce allora di cuocerli al vapore per 30 min circa, o in pentola per 40/60 min, fino a consistenza desiderata.

Ho fatto come sempre di testa mia, pensando a un metodo di cottura che mi permettesse di non stressare il prodotto ad alte temperature e mantenerne più integre possibili le proprietà.

Ho quindi cotto i ceci germogliati nella mia amata slowcooker (elettrodomestico che ormai venero e a cui tengo più che ai miei cari. Si, giudizi?).
In Italia è un elettrodomestico ancora poco diffuso, noi (anche io) siamo amanti della cura maniacale della cottura di un brasato in tegame, della Buslàn nel forno a gas e queste tradizioni devono rimanere intatte, ma fossi in voi mi toglierei lo sfizio di informarmi su questa meravigliosa Dea, ah no, macchina, che vi faciliterà la vita almeno quanto una donna delle pulizie.

In foto potete ammirare il tempio della mia slowcooker.

Slowcooker
[La mia è Elettrolux, acquistata durante il Black Friday a un prezzo davvero ridicolo, rispetto a tutto quello che può produrre].

Avremo tempo nei prossimi articoli di scendere nel profondo dell’infinità di preparazioni che si possono fare con questo adorabile oggetto, simbolo dell’evoluzione tecnica, del futurismo, della scienza, per ora vi basti sapere che:

E’ fondamentalmente una pentola elettrica, che si presta a qualsiasi tipo di preparazione dolce o salata. Le pietanze cuociono a bassa temperatura, per tempi molto lunghi, dentro ad un supporto in ceramica che permette che l’alimento non bruci mai, nemmeno se lo impostate andando a letto, a lavoro, a sbronzarvi, dimenticandovene.

Grazie alla bassa temperatura, lunga cottura, e il vapore contenuto dal coperchio, tutti i succhi degli alimenti, insieme alle loro proprietà, rimangono all’interno pentola e il prodotto che ne esce è nettamente più ricco in sapore e nutrienti.

Otterrete una preparazione perfetta e il consumo energetico, vostro, e della pentola, sarà minimo.

Per cuocere i miei ceci ormai germogliati, ho impostato due cicli continuati a media temperatura, per un totale di quasi 12 ore di cottura, mettendo i ceci in slowcooker con acqua a coprire.

Se volete, per diminuire ulteriormente gli effetti sgradevoli dei legumi, potete aggiungere in cottura, un po’ di cumino o alga kombu.

Scolate i vostri ceci, vi consiglio di tenere l’acqua di cottura aka ACQUA FABA, a lungo erroneamente considerata uno scarto di produzione, perché anche con quella, abbiamo in serbo qualche sorpresa, giusto Babbaz?

A questo punto i ceci saranno pronti per essere mangiati al naturale, o lavorati, saranno come usciti da una latta, ma con un deciso twist in più sotto ogni aspetto.

Volete qualche ricetta per utilizzare in ceci?

VI ASPETTIAMO NEL PROSSIMO ARTICOLO! Iniziamo con un’insalata gustosissima ed healthy!

Leo

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